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Un’icona italiana sul gradino più alto
Nata con carrozzeria spider di Zagato e animata dal sei cilindri con compressore – la versione più sportiva della 1750 – questa vettura visse una seconda nascita nel 1938, quando la Carrozzeria Aprile di Savona la rivestì di forme nuove su disegno attribuito a Mario Revelli de Beaumont. Sopravvissuta intatta alla guerra e a decenni di vita ligure, riscoperta e riportata all’originale splendore da un restauro esemplare, ha poi conquistato i giudici dei più grandi concorsi del mondo, da Pebble Beach a Villa d’Este, dove ha vinto una Coppa d’Oro “che oggi, tra le Dolomiti, sembra un segno del destino. La sua livrea bianca è un manifesto dell’eleganza italiana, e la passione con cui la Collezione Lopresto custodisce questo patrimonio è la stessa che anima il Club ACI Storico“, spiegano i giudici nella loro motivazione.
Sul podio BMW e Lagonda
Al secondo posto si è classificata la BMW 328 Roadster del 1938 degli argentini Luis Angel Zerbini e Silvia Susana De La Iglesia. Per i giudici del Concorso di Eleganza della Coppa D’Oro delle Dolomiti infatti “poche vetture hanno segnato la storia della barchetta sportiva come la 328, vincitrice di classe alla Mille Miglia e riferimento tecnico di un’intera generazione, con il suo sei cilindri brillante e la leggerezza di un telaio nato per le strade vere. In veste nera, meno consueta del classico chiaro, questo esemplare rivela una presenza scenica sorprendente, quasi scolpita. L’equipaggio argentino, arrivato da un altro emisfero, ha riportato il fascino di queste linee e la passione, che ormai li contraddistingue, per le competizioni di regolarità”. Terza classificata la Lagonda Rapide Drophead Coupé del 1939 dei tedeschi Eberhard Thiesen e Radolf Svenja. Per i giudici di Cortina “ultima evoluzione della grande scuola inglese d’anteguerra, la Rapide nasce dal genio di W.O. Bentley, che in Lagonda firmò il suo capolavoro della maturità. Il V12 sotto il lungo cofano la rendeva una delle cabriolet più veloci del suo tempo, capace di unire il passo di una granturismo al portamento di un’ammiraglia. La livrea nera di questo esemplare ne esalta la solennità, e tra i passi dolomitici l’equipaggio tedesco l’ha condotta con la calma di chi sa di avere dodici cilindri dalla propria parte”.


