Quando una persona residente in Italia acquista un veicolo immatricolato all’estero e ne diventa proprietaria, deve procedere alla nazionalizzazione del veicolo.
La procedura comprende:
- verifica della documentazione tecnica e fiscale;
- immatricolazione presso la Motorizzazione Civile – UMC;
- iscrizione al Pubblico Registro Automobilistico – PRA;
- rilascio delle targhe italiane e del Documento Unico.
La procedura è disciplinata dagli artt. 93 e 94 del Codice della Strada. Il Documento Unico è previsto dal D.Lgs. n. 98/2017.
Documenti normalmente necessari
Per un veicolo proveniente da un Paese dell’Unione europea sono normalmente richiesti:
- documento d’identità e codice fiscale dell’acquirente;
- fattura, contratto o dichiarazione di vendita;
- documento di circolazione estero;
- certificato di conformità europeo – COC oppure documentazione tecnica equivalente;
- documentazione relativa alla proprietà e all’eventuale radiazione all’estero;
- documentazione relativa agli adempimenti IVA;
- eventuali traduzioni richieste dalla Motorizzazione.
I documenti effettivamente necessari possono variare secondo il veicolo, lo Stato di provenienza e l’ufficio competente.
Veicolo nuovo o usato ai fini fiscali
Un veicolo proveniente dall’Unione europea è considerato fiscalmente nuovo quando:
- ha percorso non più di 6.000 km; oppure
- viene ceduto entro sei mesi dalla prima immatricolazione.
È considerato usato quando ha percorso più di 6.000 km ed è stato ceduto oltre sei mesi dopo la prima immatricolazione.
Gli adempimenti IVA per gli acquisti intracomunitari sono disciplinati dal D.L. n. 331/1993, artt. 38 e seguenti.
Dove presentare la pratica
La pratica può essere presentata presso uno Sportello Telematico dell’Automobilista – STA o tramite un’agenzia di pratiche auto.
Prima dell’immatricolazione, la Motorizzazione verifica:
- la regolarità della documentazione tecnica;
- la provenienza del veicolo;
- la regolarità fiscale;
- la conformità del veicolo alle norme europee.
Al termine vengono rilasciati la targa italiana e il Documento Unico di Circolazione e di Proprietà.
Costi principali
Il costo comprende normalmente:
- IPT, variabile secondo il veicolo e la provincia;
- emolumenti ACI;
- imposte di bollo;
- diritti della Motorizzazione;
- costo delle targhe;
- eventuale compenso dell’agenzia.
Dopo l’immatricolazione devono essere attivate l’assicurazione italiana e, quando dovuta, la posizione relativa al bollo auto.
Attenzione ai termini
Non esiste un termine generale di sei mesi dall’acquisto durante il quale un residente italiano possa circolare liberamente con la targa estera.
Il termine di tre mesi previsto dall’art. 93-bis, comma 1, del Codice della Strada riguarda il proprietario che trasferisce la propria residenza in Italia. Non costituisce una proroga di tre mesi per chi era già residente in Italia al momento dell’acquisto.
Il REVE non sostituisce l’immatricolazione italiana quando il cliente diventa proprietario del veicolo.
Procedura ufficiale: nazionalizzazione di un veicolo proveniente dall’estero – ACI.

