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Fiat 508 S Berlinetta Aerodinamica (1935)
Vera icona del design italiano degli anni 30, la 508 S Berlinetta Aerodinamica rappresenta un connubio perfetto tra arte e tecnica. Progettata dal genio di Mario Revelli di Beaumont per le competizioni, la sua linea non era solo estetica: la carrozzeria fu infatti testata nei laboratori dell’Università di Torino per garantirne l’efficienza.
Fiat 1100 B Cabriolet (1947)
Nata nell’immediato dopoguerra, questa elegante versione cabriolet deriva dalla celebre 1100, soprannominata “Musone” per la calandra imponente. Mentre la versione berlina motorizzava l’Italia, il reparto Carrozzerie Speciali del Lingotto ne realizzava varianti aperte per una clientela più raffinata
Fiat 1100 S Coupé Mille Miglia (1947)
Simbolo della rinascita sportiva di Fiat, la 1100 S Coupé è una rara gemma prodotta in soli 401 esemplari tra il 1947 e il 1950. L’auto si distingueva per l’assenza di paraurti e per le ruote posteriori carenate, soluzioni che riducevano la resistenza all’aria anche grazie alla linea aerodinamica che le valse il soprannome di “Gobbone”. Il suo valore tecnico fu confermato sul campo con un eccezionale terzo posto assoluto alla Mille Miglia del 1948.
Fiat 500 B Topolino Giardiniera (1948)
Presentata nella primavera del 1948, la 500 B introdusse importanti novità tecniche, tra cui il motore con valvole in testa da 16,5 CV e ammortizzatori idraulici. La vera rivoluzione fu però la “Giardiniera”. Caratterizzata da fiancate in legno di frassino ispirate ai “woodies” americani, offriva quattro posti e uno spazio di carico modulare. Fu un successo commerciale con oltre 21.000 unità prodotte.
Fiat 500 C Topolino Giardiniera (1949)
Il 1949 segna l’arrivo della 500 C. La carrozzeria venne modernizzata integrando i fari nei parafanghi e nascondendo la ruota di scorta. Nel 1951, la classica versione con fiancate in legno lasciò il posto alla “Belvedere” con pannelli in metallo stampato, più pratici ed economici, che ne decretarono il successo fino al 1955.
Fiat 1400 Cabriolet (1951)
Basata sulla berlina 1400, questa raffinata cabriolet fu creata dalle Carrozzerie Speciali in una produzione estremamente limitata. Strizzando l’occhio alle grandi cabriolet statunitensi del periodo, era esclusiva quanto desiderata, perfetta per lunghi viaggi con i capelli al vento.
Fiat 1900 B Granluce (1952)
Al vertice della gamma Fiat negli anni 50, la 1900 Granluce era l’emblema del lusso. La sua caratteristica principale era l’ampia vetratura posteriore avvolgente e l’assenza del montante centrale, che creava un profilo fluido e un abitacolo luminosissimo. Arricchita da verniciature bicolore e finiture cromate, offriva un’esperienza di guida raffinata.
Fiat 8V (1952)
La “OttoVù” è l’unica vettura nella storia Fiat a montare un motore 8 cilindri. Fu disegnata da Fabio Luigi Rapi e presentata a Ginevra nel 1952. Con una velocità di 190 km/h e una potenza fino a 120 CV, divenne l’auto da battere nella categoria granturismo 2 litri. Ne furono prodotti solo 114 esemplari, di cui 63 carrozzati internamente da Fiat e gli altri dai più grandi nomi del design come Vignale, Zagato e Ghia.
Fiat 1100 TV (1954)
La Turismo Veloce (TV) era la risposta per chi cercava una berlina familiare ma con un’anima sportiva. Grazie a un motore potenziato a circa 50 CV e a una finitura bicolore molto curata, la 1100 TV offriva prestazioni vivaci e un look sofisticato. Realizzata dalle Carrozzerie Speciali, rappresentava l’alto di gamma della fortunata serie 1100/103.
Fiat 1100 TV Trasformabile (1955)
Disegnata da Fabio Luigi Rapi, la Trasformabile è una spider dal forte sapore americano: abbondanti cromature, parabrezza panoramico e pneumatici a fascia bianca. Presentata a Ginevra nel 1955, era capace di toccare i 145 km/h. La produzione fu molto esclusiva, con soli 142 esemplari prodotti, rendendola oggi un pezzo da collezione rarissimo.
Fiat 600 (1956)
Anche l’iconica 600 ebbe le sue versioni d’élite curate dalle Carrozzerie Speciali. Le versioni speciali vantavano dettagli specifici come fendinebbia e deflettori, offrendo un tocco di individualità ed eleganza a quella che era nata come l’auto destinata alla motorizzazione di massa.
Fiat 1200 Granluce (1957)
Evoluzione della 1100/103, la 1200 Granluce puntava tutto sulla visibilità e la luce interna grazie a un lunotto panoramico e vetrate più ampie. Il motore da 1.221 cm³ erogava 55 CV, garantendo maggiore brio. Il suo design, più lineare e moderno, anticipò le linee delle berline Fiat degli anni 60.
Fiat 2100 Speciale (1959)
Destinata all’alta borghesia e ai dirigenti dell’epoca, la 2100 Speciale fu prodotta in soli 1.174 esemplari. Equipaggiata con un fluido motore a 6 cilindri in linea da 2,1 litri, offriva interni lussuosi con inserti in legno e materiali pregiati. Era la risposta italiana alle grandi berline europee, unendo prestigio e affidabilità meccanica.
Fiat 1200 Cabriolet (1959)
Erede della Trasformabile, questa spider a due posti fu disegnata da Pininfarina, che si ispirò alle linee eleganti della sua Ferrari 250 GTE. Nonostante il design fosse del celebre carrozziere torinese, l’assemblaggio avveniva manualmente presso le Officine Lingotto della Fiat. Prodotta in circa 500 unità, questa Cabriolet è ancora oggi ammirata per la sua semplicità raffinata e il suo stile senza tempo.


