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Le nuove regole
La misura, approvata il 19 giugno dalla giunta guidata dal presidente provinciale, rientra tra le azioni previste dalla Strategia di sostenibilità Alto Adige 2030 e dal Piano Clima Alto Adige 2040. L’obiettivo dichiarato è ridurre l’impatto di traffico, rumore ed emissioni nelle aree montane considerate più sensibili dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Le restrizioni riguardano esclusivamente manifestazioni e attività motoristiche organizzate (dunque non la circolazioni di singoli).
Le proteste dei club
La decisione ha però provocato la reazione del mondo delle storiche che sono convinte si tratti di misure propagandistiche, ideologiche e prive di fondamento scientifico. Diverse associazioni sostengono, infatti, che i raduni d’epoca rappresentino una quota estremamente marginale del traffico sui passi e contestano l’accostamento tra queste manifestazioni e i problemi di congestione che interessano le Dolomiti durante la stagione turistica.
Annunciato ricorso
Tra le voci più critiche c’è il Veteran Car Team di Bolzano, con ben 1700 soci, che ha annunciato un ricorso per chiedere la revoca del provvedimento. “Sono storia e cultura, un vero e proprio “museo viaggiante”, ha dichiarato il presidente, Davide Brancalion, contestando che si tratta di sole sei manifestazioni all’anno e che le vetture viaggiano per regolamento alla velocità massima di 35 km/h.
Partita aperta
Sul fronte opposto, le associazioni ambientaliste e alpinistiche hanno accolto positivamente la delibera, considerandola un primo passo verso una maggiore tutela degli habitat alpini. La sensazione è che la partita sia appena iniziata: da una parte la salvaguardia delle montagne, dall’altra volontà di preservare eventi che da decenni fanno parte della cultura motoristica e turistica del territorio.


