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Una silhouette intramontabile
La prima impressione è positiva solo osservandone linee e proporzioni. Il pulmino tedesco mantiene, anche in scala, quell’aspetto tondeggiante e amichevole che l’ha reso iconico, mentre la verniciatura verde e bianca valorizza bene le superfici ampie della carrozzeria. Coppe ruota e maniglie cromate danno luminosità al modello senza risultare eccessivi. I fari anteriori hanno una buona profondità e le piccole gemme delle frecce contribuiscono a evitare quell’effetto giocattolo che spesso penalizza i modelli di fascia accessibile. Di buona trasparenza le vetrature laterali e gli oblò del tetto, dettaglio distintivo della versione Samba.
Interni semplici, carattere autentico
Aprendo le portiere si scopre un abitacolo essenziale, coerente con l’originale. Il cruscotto monocromatico, il grande volante sottile e la leva del cambio inclinata verso il guidatore ricreano perfettamente l’atmosfera spartana del T1. Le distanze tra le varie file di sedili risultano credibili e trasmettono al meglio l’immensa abitabilità che questo “classe 62” era in grado di offrire. Interessante la scelta di mantenere una costruzione “vecchia scuola”, con aperture solide. Nasce per essere esposto, ma conserva anche quella piacevole componente “giocabile” che molti collezionisti cercano ancora nei die-cast tradizionali. Pur non puntando all’iperrealismo esasperato, raggiunge comunque una buona resa generale con dettagli inconfondibili anche a distanza. Prezzo popolare, inferiore a 50 euro, disponibile nei migliori negozi.


