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Urso: un racconto unico e riconoscibile nel mondo
All’evento – svolto in via Veneto, nella sede del Ministero per le Imprese e il Made in Italy – gli onori di casa sono stati fatti dal titolare del Dicastero, Adolfo Urso, che ha posto in evidenza come “La 1000 Miglia rappresenti la capacità dell’Italia di coniugare identità, storia, cultura e territorio in un racconto unico e riconoscibile nel mondo. In questo senso, le automobili e la corsa diventano espressione autentica del Made in Italy: simboli di ingegno, passione, innovazione e bellezza”.
Bonomi: formazione e promozione territoriale
La mostra – promossa da 1000 Miglia Srl, società in house dell’Automobile Club Brescia – punta proprio a celebrare il ruolo della Freccia Rossa come sintesi tra innovazione tecnologica, cultura del territorio e capacità produttiva nazionale. Del resto, ha spiegato Aldo Bonomi, presidente dell’Automobile Club Brescia, la mostra testimonia “come la cultura del motore possa farsi potente strumento di formazione e promozione territoriale”.
D’Alvia: un progetto corale
La Freccia Rossa – ha ricordato Fulvio D’Alvia, amministratore delegato di 1000 Miglia Srl – si è affermata nel tempo come paradigma dell’evoluzione economica e sociale italiana, uscendo fin da subito dalla logica del mero evento sportivo. La ragione è semplice, ha spiegato: la 1000 Miglia “è sostanzialmente un ecosistema all’interno del quale si muovono importanti componenti industriali”. In pratica, in ogni edizione la Freccia Rossa riafferma la sua natura di “impresa” intesa come un progetto corale che genera valore per i territori, promuove l’innovazione tecnologica e tutela un patrimonio storico inestimabile.
Saottini: solido legame tra Brescia e Roma
La mostra, che sarà aperta al pubblico fino a sabato 13 giugno 2026, è ricca di legami storici. Innanzitutto, la città. Come ha detto Beatrice Saottini, presidente di 1000 Miglia Srl: “La corsa ha sempre avuto in Roma il suo giro di boa più scenografico: un legame che unisce Brescia al centro della Capitale, in un abbraccio che attraversa e valorizza l’Italia intera”. E poi l’edificio in cui si svolgerà la mostra: Palazzo Piacentini, oggi sede del Ministero, è opera dell’architetto Marcello Piacentini, lo stesso che progettò la monumentale piazza della Vittoria a Brescia, inaugurata nel 1932, luogo storico della punzonatura delle auto.
Pala: far viaggiare i visitatori nel dinamismo della gara
Il percorso espositivo – ha spiegato la curatrice Elena Pala, storica del Dipartimento “Federico Chabod” dell’Università degli Studi di Milano – si articola in due nuclei tematici complementari. La prima sezione, “Sulle strade d’Italia”, fa viaggiare i visitatori nel dinamismo della gara e nel paesaggio italiano: gigantografie e materiali d’epoca celebrano il legame tra la “corsa più bella del mondo” e il Belpaese, rievocando il rito collettivo che dal 1927 unisce Brescia e Roma. La seconda sezione, “Nel cuore del tempo”, è una dimensione riflessiva dove il rombo lascia spazio alla memoria: teche minimaliste custodiscono frammenti di storia, mostrando come la Freccia Rossa sia diventata simbolo di eccellenza capace di stratificarsi nel tempo.
Inclusività anche alla mostra
In un’ottica di piena inclusività, la mostra sarà fruibile anche in inglese e attraverso comunicazione aumentativa alternativa (CAA). Un ulteriore tassello dell’attenzione della Freccia Rossa, messa in rilievo più volte dal presidente Bonomi, che già passa da “1000 Storie”, il progetto di Corporate Social Responsibility con cui 1000 Miglia Srl mette la propria struttura organizzativa al servizio della comunità bresciana. La rassegna – che proietta di slancio la Freccia Rossa verso il centenario del 2027 – sarà aperta dalle 10 alle 18 fino al 13 giugno 2026, anche nei fine settimana e nei giorni festivi, incluso il 2 giugno. In occasione dell’arrivo della 1000 Miglia a Roma, proprio in via Veneto, giovedì 11 giugno è prevista un’apertura straordinaria fino a mezzanotte.


