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Piatto ricco
Organizzato da BMW Group Classic in collaborazione con l’hotel Villa d’Este, il Concorso ha schierato sulla terrazza affacciata sul lago circa cinquanta vetture selezionate con la consueta cura quasi filologica. Otto classi competitive, dal sontuoso decennio dell’opulenza degli anni Venti-Trenta fino alle supercar degli anni Ottanta-Novanta, passando per le spider anni Cinquanta, le Ferrari da gara di Enzo, le GT della Swinging London e le vetture magistralmente invecchiate senza restauro. A queste si è aggiunta, come da tradizione, la classe riservata alle concept car dei costruttori.
La reginetta
Il momento più atteso della giornata di sabato è sempre lo stesso: la proclamazione della Coppa d’Oro Villa d’Este, il premio assegnato per acclamazione del pubblico alla vettura che meglio incarna lo spirito del Concorso. Non il restauro più perfetto, non la rarità più estrema, ma l’automobile che nella sua interezza – forma, storia, presenza scenica, coerenza – riesce a emozionare chi calca il giardino di Villa d’Este con una forza che va oltre la valutazione tecnica dei giudici. Nel 2026 quella forza ha avuto la forma di una Mercedes-Benz 300 SL Roadster del 1963: la versione aperta di uno dei progetti più riusciti della storia dell’automobile tedesca, quella che aveva già conquistato il mondo nelle vesti della Gullwing coupé. Impreziosita in questo caso da un curioso paio di sci, rigorosamente d’antan, fissati sul portellone del bagagliaio, Una suggestione pulsante dal jet set degli anni Sessanta.
Tante vincitrici
La 300 SL ha battuto una concorrenza di assoluto livello per la Coppa Oro, tra cui anche una favoritissima della vigilia come la Testarossa Spider che fu di Gianni Agnelli. Tra gli altri premi assegnati il Trofeo BMW Group Classic per il Miglior Restauro è andato invece ad una Ferrari 250 GTO del 1962, ormai il Santo Graal del collezionismo mondiale, mentre il Trofeo ASI per la Migliore Auto Conservata del Dopoguerra ha riconosciuto la straordinaria integrità della Fiat 8V Zagato del 1954, carrozzeria aerodinamica milanese in uno stato di conservazione che racconta decenni di cura silenziosa. Tocco americano invece per il Trofeo Vranken Pommery per l’Auto Più Iconica, andato ad una Cadillac Eldorado del 1957, mentre il Trofeo Schedoni Modena per i migliori interni di pelle conservati ha riconosciuto la BMW M1 del 1980, supercar bavarese il cui abitacolo originale ha attraversato intatto oltre quarant’anni di storia.


