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Precisione in scala
Con la tonalità cromatica corretta, il numero 9, ben centrato e correttamente dimensionato, campeggia netto sul fondo bianco, e anche i loghi degli sponsor sono riprodotti fedelmente per colori e dimensioni. La scala 1:43 spesso porta, per la minutezza delle parti, ad accettare compromessi stilistici, ma in questo caso le proporzioni di tutte le parti sono dimensionate in maniera credibile. Il muso basso e affilato, con l’ala anteriore integrata e i piani leggermente rialzati, è collocato alla giusta altezza, merito di un assetto ben studiato in fase di progettazione. Le sospensioni a vista, così come i cerchi e gli pneumatici, offrono dettagli di buon livello. La zona posteriore mette in evidenza l’architettura del motore Ford, elemento strutturale e meccanico al tempo stesso, armonizzato con l’ala e l’impianto di scarico.
Nulla è superfluo
Aprire il capitolo “interni” su una F1 di quest’epoca significa parlare di essenzialità pura, e il modello interpreta bene questo concetto. L’abitacolo è minimalista come sull’auto reale: sedile avvolgente, volante piccolo e strumentazione ridotta allo stretto necessario. Tutto è coerente, senza eccessi di fuori scala, con una resa complessiva che comunica chiaramente l’atmosfera dei primi anni 70. Un modello per chi preferisce il fascino analogico di 50 anni fa all’era ipertecnologica odierna. Il prezzo, pari a 99 euro, è proporzionato con la qualità offerta, e lo stesso importo è richiesto per la monoposto del compagno di squadra Peter Gethin, con la numero 10 al G.P. di Francia. Per gli amanti delle livree è disponibile anche la M19A guidata da Donohue Mark nel GP del Canada, visibile nella gallery con la nota livrea blu del team Sunoco.


