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Una nuova filosofia sportiva
A differenza del modello originale, lanciato nel 1968 come elegante coupé a due porte, la reinterpretazione del XXI secolo della Opel GT si presentava come una spider compatta e filante, progettata per esaltare il piacere di guida. La scelta della trazione posteriore, l’adozione di un 2.0 litri turbo benzina da 264 CV e un design caratterizzato da proporzioni aggressive e superfici tese rendevano chiara la filosofia del progetto: non si trattava di una sportiva convenzionale né di un modello pensato per fare grandi numeri, bensì di una vettura emozionale, capace di rafforzare l’immagine dinamica del marchio e di riaffermarne la competenza tecnica in un segmento, allora, molto competitivo.
Uno sguardo al passato, per il futuro
La GT del 2006, erede della Opel/Vauxhall Speedster, aveva dunque l’obiettivo di reinterpretare uno dei nomi più noti della Casa tedesca, coniugando tradizione e modernità. Un’operazione che, fin dal debutto, seppe attirare l’attenzione della stampa e del pubblico, anticipando un percorso che avrebbe trovato conferma anche nei riconoscimenti internazionali ottenuti nei mesi successivi alla commercializzazione.


