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Linee e proporzioni
Le proporzioni sono perfette, con un’armonia che pochi modelli in scala riescono a restituire. Il panna o il celeste pastello della carrozzeria, lucido al punto giusto, conferisce alla miniatura una patina autentica che evita l’effetto giocattolo. La luce scorre sulla carrozzeria senza spezzarsi, segno di una verniciatura a regola d’arte. Il celebre trilobo campeggia con lo scudetto centrale cromato e ben proporzionato, affiancato dai fari carenati riprodotti con trasparenze realistiche e parabole riflettenti. Sotto troviamo i baffi a incorniciare le feritoie di raffreddamento, oltre al paraurti leggero e contenuto come nella realtà.
Vista laterale
Sul lato, Kyosho ha colto l’essenza della Sprint: superfici pulite, forma a goccia e vetrature eccellenti, in particolare il lunotto avvolgente, tecnicamente complesso da replicare in scala. Dietro spiccano i fanali a sviluppo verticale con lente rossa e ambra, incorniciati da profili cromati. La bombatura del bagagliaio si raccorda perfettamente con la linea delle fiancate. I cerchi di lamiera sono dipinti in grigio metallizzato chiaro, con la classica coppa centrale cromata e logo Alfa Romeo al centro. Le gomme, in vera mescola morbida, riproducono perfettamente il battistrada radiale dell’epoca, con scanalature leggere ma visibili. L’insieme ruota-pneumatico ha la giusta impronta e dona alla vettura il corretto assetto, leggermente ribassato al posteriore.
Salottino anni Cinquanta
Aprendo le portiere, montate su cerniere realistiche, con un’apertura morbida e fluida, si entra in un salottino anni Cinquanta, piccolo e raccolto, ma curato in ogni dettaglio.
Plancia, sedili e volante raccontano la stessa eleganza che rese la Giulietta un’icona. Le cuciture sono simulate in rilievo e la texture della superficie imita il vinile dell’epoca. Il cruscotto è un po’ semplificato ma gli strumenti rotondi hanno tacche leggibili e sono fedeli all’impostazione dell’epoca. Carina la moquette con effetto velluto. Sui pannelli porta troviamo maniglie cromate che aggiungono un tocco di realismo sorprendente. Il cielo dell’abitacolo, leggermente bombato, è sagomato con attenzione per seguire la curvatura del padiglione.
Cofano e bagagliaio
Sollevare il cofano anteriore è come alzare il sipario su un piccolo palcoscenico meccanico: all’interno troviamo il cuore della Sprint replicato con un buon livello di dettaglio. Le candele sono collegate da minuscoli cavetti e si possono seguire fino alla calotta spinterogeno; una chicca il tappo del radiatore. Per ultimo il baule posteriore che, sollevato, offre la vista della ruota di scorta. La si trova (ancora) attorno ai 250,00 euro, prezzo destinato a salire un po come per tutte le Kyosho. Un modellino da archivisti che racconta una delle stagioni più felici del design italiano.


