
1000 Miglia Experience Florida 2026, successo bis
27 Febbraio 2026

La rivoluzione dello Scorpione
Fin dagli anni 50, la Casa dello Scorpione costruì una solida reputazione grazie ai suoi impianti di scarico e ai kit per incrementare le prestazioni. Uno dei punti più alti di questa filosofia prese forma nella serie di GT derivate dalla Fiat 600. A partire dal 1956, le 750 GT e le Record Monza carrozzate Zagato dominarono le competizioni GT di piccola cilindrata. Nel 1960 la 1000 GT Bialbero valse all’Abarth il prestigioso Compasso d’Oro e, nel 1962, contribuì alla prima di otto affermazioni nel Campionato FIA GT. Sotto il cofano batteva il quattro cilindri da 982 cm³ tipo 229, firmato dal padre del V12 Ferrari Gioacchino Colombo, che, grazie alla testata di lega a doppio albero a camme e i carburatori Weber 40 DCOE, erogava 95 CV. Con un peso di 575 kg ottenuto con la carrozzeria di alluminio e i finestrini di plexiglas, questi numeri garantivano uno 0-100 km/h in 7,4 secondi e 211 km/h di velocità massima. Il tutto integrato da cambio transaxle a cinque marce, quattro freni a disco e cerchi in lega Campagnolo.
Lo storico duello in Florida
L’esemplare in vendita, telaio 1128948, fu completato alla fine del 1961 ed era una delle tre Bialbero acquistate da Briggs Cunningham per la stagione 1962. Le vetture debuttarono alla 3 Ore di Sebring e vennero affidate a Roger Penske, Walt Hansgen e Bruce McLaren. Proprio McLaren, futuro fondatore della scuderia inglese, al volante della vettura numero 8 conquistò la vittoria al termine di un acceso duello con Stirling Moss, in gara su una Austin-Healey Sprite. La stagione proseguì alla Double 400 di Bridgehampton, dove Hansgen conquistò il quarto posto assoluto e il secondo di classe. Due gare americane che incorniciarono il Mondiale GT 1962 e contribuirono in modo decisivo al titolo iridato di Abarth.
Oblio e rinascita
Venduta in seguito al pilota Bob Ennis, la Bialbero corse nelle competizioni SCCA fino al 1965, prima di riemergere anni dopo in Oregon. Ritrovata dallo storico Abarth Greg Paris, tornò a nuova vita grazie a un meticoloso restauro commissionato dal collezionista Mark Gessler, dopo il reperimento del corretto motore tipo 229 (n. 089). Ripresentata nella livrea Sebring, la piccola italiana debuttò al Concorso d’Eleganza di Pebble Beach nel 2002, vincendo nella propria categoria, e fu proposta all’asta sulla passerella californiana 11 anni più tardi. Oggi, dopo più di un decennio, torna in tutta la sua graffiante compattezza sportiva, pronta per essere curata da un estimatore dello Scorpione.


