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Quando il V6 dava forma allo stile
Un dettaglio che risalta subito all’occhio è la “gobba“ sul cofano motore, riprodotta con cura e necessaria nella realtà per ospitare il maggiore ingombro del propulsore V6. I fari anteriori sdoppiati e lo scudetto Alfa Romeo al centro della calandra donano al muso quell’espressività seriosa che ha reso la GTV 2.5 un simbolo delle Granturismo anni 80. I particolari della coda non deludono e la trasparenza della fanaleria risulta buona, così come la targhetta identificativa “GTV 6 2.5” che certifica la nobiltà del modello rappresentato. Il terminale di scarico singolo, posizionato di lato, completa un quadro d’insieme fedele all’originale. Il modello è realizzato in die-cast (metallo) con le porte anteriori apribili, una scelta che, sebbene limiti la vista del vano motore e del bagagliaio, garantisce pulizia delle linee e una robustezza strutturale maggiore anche se, in questo caso, qualche segno antiestetico è visibile negli accoppiamenti delle parti mobili.
Rigore stilistico
L’abitacolo è sintetizzato quanto basta, con i sedili sportivi e la plancia che richiamano fedelmente il design originale dell’epoca. Il realismo è più accentuato nei piccoli ma significativi particolari: le targhe italiane dell’epoca, con la provincia “Roma” in arancione e i caratteri bianchi su fondo nero, trasportano immediatamente il collezionista sulle strade degli anni 80. Questa Alfa Romeo GTV 6, come tutte le Solido, è un eccellente compromesso tra qualità e prezzo. È l’ideale per chi desidera esporre un pezzo di storia dell’automobilismo italiano senza dover affrontare costi di fasce superiori, o per il neofita alla ricerca della sua prima Alfa Romeo in scala.


