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Un classico in scala (in buona compagnia)
Non si tratta del solito restomod o di discutibili ibridi tra telai e carrozzerie di generazioni diverse, né tantomeno del prodotto dell’intelligenza artificiale. Il progetto “Junior Miata” è un atto d’amore verso la piccola spider nipponica, una riproduzione in scala che non ha nulla da invidiare all’originale e che entusiasmerà gli appassionati. Tutto è iniziato due anni fa, quando il fondatore di Carbon Miata ha scoperto le incredibili creazioni di End of S.T.A.Y., che già aveva a catalogo delle versioni ridotte, con motore elettrico, di classici come Porsche 911 Turbo (sulle forme della 964) anche in versione cabriolet, Land Rover Defender e Defender 90 e una chicca per intenditori come la Toyota AE86.
Giocattolo per bambini cresciuti
Nonostante i nomi, la base operativa di entrambe le aziende è in Cina, dove vengono prodotte queste mini-auto che – sebbene a misura di bambino – ospitano abbastanza comodamente un adulto. Non c’è dubbio, infatti, che siamo di fronte al classico giocattolo per chi sta tra gli “enta” e gli “anta” e ha abbastanza soldi per permettersi uno sfizio tutt’altro che a buon mercato: 7500 dollari, ai quali vanno aggiunti spedizione e dazi doganali (circa altri 1800 dollari). Fatti i conti (circa 8000 euro al cambio attuale), ci si avvicina pericolosamente al prezzo di un esemplare reale, anche se si tratterebbe di cifre ancora inferiori a quelli delle repliche di Countach e 911 con motore a scoppio realizzate negli anni 80 in Italia dalla Agostini. Non sono poche peraltro le aziende che, tuttora, si cimentano in questo particolarissimo genere di creazioni, anche se ormai la propulsione è per tutte rigorosamente elettrica.
Perfettamente proporzionata
Non fa eccezione la NA che potete vedere in queste foto, alimentata da una batteria al litio di potenza sconosciuta ma che – assicurano i produttori – permette un’autonomia di 50 km. Il peso è di 120 kg, la lunghezza è di 2,4 metri, la larghezza 1,1 e l’altezza appena 70 cm, mentre – con 300 kg di capacità di carico – non ci sono limiti per il conducente. O meglio, quelli più alti di 1 metro e 90 potrebbero ritrovarsi con le ginocchia all’altezza del mento, rendendo l’esperienza di guida poco piacevole: proprio quello che Carbon Miata vuole evitare, certa di avere per le mani un oggetto dalle proprietà assuefacenti.
Con il motore elettrico la derapata è assicurata
Il motore da 2500 W permette di raggiungere la rispettabilissima velocità di 75 km/h – ovviamente non su strada pubblica – ma è soprattutto grazie all’enorme coppia che si può derapare con grande facilità, elemento fondamentale del divertimento che promette ai futuri proprietari. Il pacchetto meccanico è di tutto rispetto, con sospensioni anteriori a doppio braccio trasversale, mentre quelle posteriori sono a ponte rigido e, oltre al sedile regolabile (con 800 dollari in più si ottiene il “pacchetto lusso” con rivestimenti in pelle) c’è anche un sistema di simulazione del suono, questo forse un po’ discutibile. Non sarebbe una MX-5 NA senza i fari a scomparsa e qui, grazie ad un telecomando, ci si può sbizzarrire ad alzarli e abbassarli a piacimento.
Non resta che scegliere il colore
La ricarica dura 7 ore dalla presa di casa, le consegne vengono fatte in 40 giorni dall’ordine e con 500 dollari si può personalizzare la tinta, se proprio non si riesce a scegliere tra la fedele paletta di colori originali: Classic Red, British Racing Green, Sunburst Yellow, Crystal White, Mariner Blue, Chase White, Silverstone Mica, Brilliant Black, Merlot Mica, Laguna Blue, Starlight Blue Mica, Marina Green Mica. E niente paura: anche gli interni possono essere abbinati alla carrozzeria: oltre al nero c’è anche il color biscotto. Un’ultima osservazione: non è un caso che la Junior Miata sia sbucata fuori a un mese da Natale…


