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Design e presenza scenica
La verniciatura bianca esalta le geometrie spigolose della carrozzeria e comunica robustezza già al tatto. Il cofano è disseminato di prese d’aria e sbalzi, mentre i passaruota sporgenti accolgono le enormi ruote con pneumatici dalla scolpitura fedelmente riprodotta. Il frontale, con fari tondi incastonati esattamente al centro dell’alloggiamento squadrato e paraurti (bull-bar) massicci, restituisce la grinta quasi militare dell’originale.
Linea laterale e dettagli posteriori
Il profilo trapezoidale della cabina, con quattro porte a cerniera esterna e grandi superfici vetrate, mantiene le proporzioni del veicolo reale. Sul retro, la ruota di scorta montata verticalmente sul portellone in stile pick-up dona equilibrio alla composizione, mentre i fanali di plastica trasparente a sviluppo orizzontali mostrano un’eccellente cura cromatica.
Interni curati
Pur privo di aperture, l’abitacolo è ben riprodotto: plancia avvolgente con strumenti leggibili, console centrale ordinata e volante a tre razze con il logo del Toro in bella vista. I sedili di pelle bordeaux, con cuciture appena accennate, e i pannelli porta dettagliati contribuiscono a un realismo sorprendente.
Un’icona fuori dagli schemi
Voluminosa e imponente, questa LM002 GT Spirit non passa inosservata nemmeno nelle collezioni più ricche. È l’incarnazione del carattere anticonvenzionale di Lamborghini: la prima vera “super-SUV”, nata quando il termine ancora non esisteva. Un modello consigliato a chi ama il lato più estremo e sorprendente del marchio del Toro e per chi vuole affiancare alle supercar classiche un pezzo che ne racconta la storia meno prevedibile.


